Origini e tradizioni

Origini e tradizioni


Fino da epoche remote gli uomini hanno trovato nel fuoco un alleato prezioso, un elemento utile per lavorare, riscaldarsi, proteggersi dagli animali, illuminare l’ambiente ma anche per cucinare e ‘trasformare’ i cibi. Alcuni reperti archeologici fanno risalire la cottura dei cibi a tempi antichissimi, intorno al 400.000 a.C.

Sembra certo che gli uomini delle caverne siano stati i primi a cuocere carni, pesci e radici sopra un fuoco e questo tipo di cottura è giunta ai nostri giorni quasi senza nessun cambiamento.

La parola ‘barbecue’ deriva probabilmente da barbacoa, termine con cui gli Indiani Caribi identificavano una griglia di legno fissata a dei tronchi e sotto la quale veniva acceso un fuoco per affumicare la carne. Un’altra versione, invece, ritiene che barbecue derivi dal francese, dall’espressione de la barbe à la queue cioè cuocere un animale tutto intero infilzandolo con lo spiedo "dalla barba alla coda".

La cottura del cibo sul fuoco segna quindi l'inizio della storia della cucina. Oggi il barbecue resta un’occasione informale per riunirsi con amici e parenti ed è spesso e volentieri un appannaggio maschile, quasi fosse un vecchio retaggio ancestrale di culture primitive, in cui chi cacciava gli animali era anche colui che li macellava e cuoceva.

Il maiale è da sempre il vero e proprio re del barbecue. Già i romani attribuivano al nobile suino un ruolo da primo attore nelle mense più ricche, tanto che Plutarco mette la porchetta al centro dei banchetti del celebre generale Lucio Licinio Lucullo, famoso per lo sfarzo delle sue tavole.

E così da secoli le piazze delle feste di paese e delle sagre si svolgono allegramente all’insegna delle porchette, feticcio gastronomico di un mondo in cui maiale faceva rima con celebrare. Nella cultura cristiana medievale, poi, questo ruolo si è trasferito facendone il simbolo delle feste “di grasso”, ossia delle celebrazioni più libere e “pagane”, contrapposte al “magro” e alla penitenza delle quaresime.

In arte e letteratura, il maiale ha sempre rappresentato, a seconda delle epoche, l'abbondanza o, in senso negativo, il lusso che degenera in vizio. In ogni caso, è proprio la ricchezza delle sue carni a determinare l'interpretazione positiva o negativa.

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