Gli uomini delle caverne sono stati i primi a cuocere carni, pesci e radici su di un fuoco e questo tipo di cottura è arrivato quasi senza nessun cambiamento fino ad oggi. Esotica è l'origine della parola barbecue che in tutte le lingue del mondo mantiene lo stesso significato: cottura di cibi alla griglia sotto braci ardenti. Il termine inglese Barbecue, abbreviato nei paesi anglosassoni con la sigla "Bbq", deriva probabilmente da barbacoa, termine con cui gli Indiani Caribi identificavano una griglia di legno fissata a dei tronchi sotto la quale veniva acceso un fuoco per affumicare la carne. Il luogo in cui era posto si chiamava bucan e l'azione bucanier significava sia arrostire che affumicare.
Una versione invece ritiene che barbecue derivi dal francese de la barbe à la queue cioè cuocere un animale tutto intero infilzandolo con lo spiedo "dalla barba alla coda". Ma al di là delle questioni linguistiche-etimologiche è stato sicuramente uno dei primi metodi di cottura impiegati dagli esseri umani. E' infatti intorno al 400.000 a.C. che gli uomini primitivi scoprono che, cuocendo il cibo alla brace, esso risulta più gradevole e digeribile, oltre a conservarsi più a lungo. Di conseguenza si costruiscono i primi focolari. Oggi, grazie al progresso tecnologico questo metodo di cottura si è notevolmente semplificato e può contare sugli strumenti adeguati.
La cottura del cibo sul fuoco segna l'inizio della storia della cucina. È una occasione informale per riunirsi con amici e parenti ed è prettamente compito degli uomini il prepararlo: un vecchio retaggio ancestrale. Oggi questo metodo di cottura è diventato un occasione per fare festa, per ritrovarsi con gli amici all'aperto, in campagna, e gustare carne, verdure e formaggi, senza pentole e stoviglie da lavare.